Come distinguere il platino dall'oro bianco: punzoni e peso
La risposta breve
Il platino è punzonato 950 o PT950, pesa circa il 60% in più dell'oro bianco 14K e sviluppa una patina satinata senza ingiallire. L'oro bianco reca il marchio 750 (18K) o 585, è rodiato e nei punti di attrito rivela una sfumatura calda giallastra. Come metallo da fusione il platino rende oggi meno dell'oro, ma la lavorazione costa di più.
Il punzone chiarisce subito: 950 contro 750 e 585
Il primo elemento distintivo si trova all'interno del gambo o sulla linguetta della chiusura. Il platino viene lavorato quasi esclusivamente a 950 millesimi di purezza, contrassegnato da 950, PT950, PLAT o da un globo nel Regno Unito. Esistono titoli minori (850 e 900), ma il 950 è lo standard universale della gioielleria d'alta gamma.
L'oro bianco è oro puro legato con nichel, palladio o argento, e reca marchi legali dell'oro: 750 (18 carati), 585 (14 carati) o 375 (9 carati). L'oro non può mai essere punzonato legalmente come 950. Se leggete 750, 18K o 585, si tratta di oro bianco, per quanto brillante e argenteo appaia. La nostra guida ai punzoni dell'oro analizza in dettaglio ogni titolo.
Il peso sul palmo: il platino è più denso del 60 per cento
Prendete in mano due anelli identici, uno in platino e uno in oro bianco 14 carati: il divario è immediato. Il platino ha una densità di circa 21,45 grammi per centimetro cubo, contro i circa 15,8 dell'oro 18 carati e i 14,7 dell'oro 14 carati.
Sul palmo, un gioiello in platino restituisce una sensazione di peso sorprendente per le sue dimensioni. Questo peso specifico è uno degli indizi tattili più sicuri: un orefice esperto riconoscerà il platino al solo tatto ben prima di eseguire saggi chimici.
Usura e tonalità: ingiallimento contro patina
L'oro puro è giallo. Per produrre oro bianco lo si lega con metalli chiari, lasciando una sfumatura grigio-giallastra calda. Per conferirgli una finitura bianco cromo a specchio, viene ricoperto con un sottile strato galvanico di rodio, un metallo nobile del gruppo del platino.
Dopo due o tre anni di uso quotidiano, la rodiatura si consuma nei punti di sfregamento: il fondo del gambo, le griffe e i bordi che sfregano contro un altro anello. Inizia così ad affiorare un riflesso giallognolo. Il platino, al contrario, è naturalmente bianco in tutto il suo spessore. Non necessita di placcature e quarant'anni di utilizzo non faranno mai emergere uno strato inferiore giallo.
Graffi: metallo spostato contro metallo perso
Tutti i metalli preziosi si graffiano, ma la reazione della materia è diversa.
- L'oro bianco perde metallo. Quando l'oro urta superfici dure, microscopiche scaglie si staccano e vanno perse per sempre. Nei decenni il gambo dell'anello si assottiglia e le punte si consumano.
- Il platino sposta il metallo. Il platino è duttile e tenace. Se scalfito, il metallo scivola lateralmente creando microscopiche creste che donano una finitura opalescente e satinata, la cosiddetta patina. Nessuna particella viene dispersa e un orafo può lucidarlo riportandolo a specchio senza calo di peso.
Valore di fusione e prezzo al dettaglio: il paradosso
In passato il platino quotava il doppio dell'oro, incarnando il vertice assoluto del lusso. Nel mercato contemporaneo il rapporto si è capovolto: il prezzo a pronti dell'oro puro supera ampiamente quello del platino.
Ne deriva un paradosso estimativo:
- Valore da rottame a peso: Essendo l'oro molto più caro del platino, una fedina in oro bianco spunta spesso un prezzo di fusione superiore rispetto allo stesso anello in platino.
- Prezzo a nuovo in gioielleria: Comprare un gioiello in platino nuovo rimane più oneroso. Richiede temperature di fusione elevatissime (1.768°C contro 1.064°C), utensili diamantati specifici e grande perizia artigianale.
Maggiori dettagli su queste dinamiche sono disponibili nella nostra guida Quanto vale il vostro gioiello.
Le verifiche di laboratorio per togliere ogni dubbio
In caso di punzoni consumati o assenti, tre test di laboratorio risolvono la questione:
- Bilancia idrostatica: Misurare il pezzo all'aria e poi immerso in acqua calcola la densità senza intaccare l'oggetto.
- Fluorescenza a raggi X (XRF): Uno spettrometro da banco scansiona la superficie e restituisce in un minuto le percentuali esatte di platino, rutenio, oro e nichel.
- Saggio alla pietra di paragone: Il platino resiste completamente all'acido nitrico puro, mentre le leghe di oro bianco reagiscono all'istante.
Carat analizza le macrofotografie del gambo, le finiture, la temperatura colore e le tracce di usura per distinguere il platino dall'oro bianco, esponendo ogni fase del ragionamento. La pagina Come funziona illustra l'intero procedimento.
Domande frequenti
L'oro bianco può ingiallire nel tempo?
Sì. L'oro bianco naturale ha una calda sfumatura giallognola sotto la placcatura in rodio. Con l'attrito quotidiano lo strato di rodio si consuma, lasciando intravedere il colore autentico dell'oro sottostante. Un orafo può pulire l'anello ed eseguire un nuovo bagno di rodio in pochi minuti.
Il platino vale più dell'oro bianco?
Al dettaglio in gioielleria il platino costa di più per complessità di manifattura e densità. Tuttavia, venduto a peso come metallo da fusione, l'oro 18 carati rende spesso di più, poiché il corso dell'oro puro supera oggi quello del platino.
Il platino si graffia più facilmente dell'oro bianco?
Il platino ha una durezza superficiale leggermente inferiore rispetto all'oro bianco 14K, mostrando micro-graffi prima. Tuttavia il metallo non si disperde: si sposta creando una caratteristica patina vellutata.
Carat può distinguere il platino dall'oro bianco da una foto?
Carat individua i punzoni (950 vs 750), rileva la tipica sfumatura gialla nei punti di usura del rodio e valuta la struttura della montatura, indicando quando un test XRF è opportuno.